martedì 31 gennaio 2012

Girotondo autodidatta



Affollano di occhi
la notte, miserando
gli sguardi incalliti.
Tuoni senza rabbia.

Pioggia ancestrale.
Girotondo autodidatta.

Zarathustra 






domenica 29 gennaio 2012

Vigore Mattutino


Come marmo staziona
tra le tue gambe ferrose.
Un obelisco di carne!
Imperiosa costruzione
sulla distruzione del tempo.

Eserciti senza fede chini
per umiltà e istinto d'obbedienza.
Non tramonterai la notte
tra sospiri lunghi e sommessi!

Sfiderai le molle del materasso,
costringendole a un'inutile
quanto necessaria resa finale.

Così senza troppe ambizioni
aspetti il prossimo tiranno.
La rabbia di un popolo ti getterà via,
prostituendo il tuo corpo sull’asfalto.


Freme la macchia grigia,
sanpietrini bollenti misti a sangue.
Oppure con gusto intenso
succhierai l'atomo infuocato,
il tuo eremo invisibile?

Come un vulcano di consensi
deragli in una colata senza controllo.

Zarathustra


giovedì 26 gennaio 2012

Follia



Con questa poesia sono stato selezionato per l'antologia
La Follia curata dal Collettivo Poesiaèrivoluzione.





Follia, ti vedo ubriaca su asfalti ipodermici.
Sei alla terza bottiglia, non perdi mai il vizio!
È solamente acqua, o un ennesimo tentativo
di ridurre il silenzio in un rutto filosofico?

La notte stende silenziosa il suo manto erboso:
nel parco abbandonato detergi di Vodka
le tue ferite mai guarite. Vecchi lampioni protettivi
gettano luce sulle tue occhiaie, così acerbe così puerili.

Follia, quando scendi leggera nell'esofago
ti sento libera: scivoli via, come acqua benedetta.
Sperma infinito, una scartavetrata nel mio stomaco!
Dimmi ora: cosa vuoldire fuggire e poi ritornare?

Ho dimenticato le valigie, lastre abitudinarie
che generano solitudine in un limbo affannato e creativo.
É rimasto solamente una goccia, l'ultima prova
che esiste ancora un sorso per poter cambiare.

Non hai un nome, nessuna bandiera o simbolo
potranno ideologizzare di etichette il tuo cuore.
Respiri sudore, carne in mutamento: nell'alcool
affondi il cervello per dare linfa vitale ai tuoi neuroni addestrati.

Senza rincorsa sei solamente nebbia appassita.
Ti vedo esplodere, ogni volta risorgi senza veleni.
Ti amo. Sei un urlo che eslpode in gola. Bagnami!


Zarathustra










venerdì 6 gennaio 2012

In Memoria di Syd Barrett


‎"Cos'è veramente un sogno 
e cosa uno scherzo?" 


Syd Barrett









Masticava le foglie, abituato
al soffio della granata sul volto.
Polvere e cenere, acidi per digerire.

Desertica la notte si affaccia sul mio intestino!
Tempeste di ormoni, viaggia la mente.
Scivolo leggero sull'asfalto, mi fondo
col manto grigio. Un'unica colata.

Inseguo fantasmi perché lo specchio
ha smesso di funzionare. Orrore.
A cavallo sui miei lamenti. Occhiaie
scolpite dal dubbio malato.

Mi sono sciolto, 
come non fanno i diamanti.
Non basta lo splendore, 
né la gloria di un nome. 
Niente, nulla!

Solo pensieri, ricordi e oltraggi
tra la mente interstellare.
Continua a splendere pazzo diamante.


Zarathustra






L'attimo prima della morte



Divorare l'ansia col sonno dell'inverno,
tappezzarla di polvere. Non dormo.
La sgrullo senza necessità di pulizie.
Assediata, l'anima si rifugia nel limbo.

Quante volte davanti a quel dirupo?
Mendicante, senza un volto,
cerchi un nome credibile
sull'elenco del telefono.

Non sai che sta per finire.
I calzoni nervosi si agitano.
 È venuta la tua ora.

Zarathustra


mercoledì 4 gennaio 2012

Prigioni scomposte


Prigioni scomposte con enfasi materna.
Il bisogno di Dio affoga nella sabbia del mocassino. 
Ombre Cupe martiri del sonno.

Mantieni il controllo! Precipitando,
l'oceano, strenue campane di giubilio.
Mezzobusto di marmo, plettrata meccanica.

Rotaie di nuvole scalze e indaffarate.

Mi volto! Tronchi il respiro
affanni spugnosi. Forse mi immergo.
Bisogno di percezioni. Fiero.

Nello sguardo il diluvio codardo
che costringe l'anima all'inutile rincorsa.
Il cappotto ti nasconde, la marea si allontana.

Saprai fingerti crudele o mietitore di sogni?
Coverai a lungo l'eterno segreto?

Zarathustra


[Renè Magritte: Il senso della notte]

martedì 3 gennaio 2012

Germi



Una rapida accelerazione nel cosmo.
Grida d'intenti, contratti dall'odio.
Scarico nel germe l'assolutezza del peccato.


Un demone da amare, sniffare
piangere. E poi dimenticare
sulle spine crude del campo,
affidare all'oblio le colpe
cancellarle col manto della ragione.

Reminiscenze omicide nella nebbia!
Svanisco, un angelo codardo
attratto dal coito estetico.



Zarathustra






Certezze cosmiche



Domani costringerai il fato
a rimpiangere la meccanica celeste.
Carnivoro di ortaggi!
Sul tuo ventre alghe sempre asciutte!

Annaspare pensando di fottere,
ansimare nel vuoto generazionale,
inondare il limbo di certezze
sempre nocive. Nitriti di Speranza!

Getto in un piatto
piccoli pezzetti di Dna.
Al microscopio una tela.
Kandinskij, geometrie appese
al fusto d'una proteina.

Fotografi d'oltremare
insetti nascosti tra le tasche
Cospicue mazzette d'orgoglio
nel taschino tatuato di buonsenso.
L'ennesimo suonatore di stenti!

Zarathustra


(Kandinskij Punte nell'Arco 1927)

lunedì 2 gennaio 2012

Mi presento!

Sono Alessio, e l'anagrafe vuole che il mio cognome sia Bardelli.
17 anni fa mi sono innamorato della scrittura. Nel frattempo sono passati 5 anni, alternati tra lo studio non sempre troppo convinto e la febbre maniacale per i versi. Poesie, versi bastardi, Racconti, dialoghi in salsa pulp le mie specialità. Ho un germe che scorre incontrollato e mi fotte il cervello.
Non riesco mai a smettere. Dipendenza sana.
Uso lo pseudonimo di Zarathustra per le mie poesie.
Con il nickname di Zarathustra89 scrivo sul sito di www.scrittoriemergenti.it

Dall'estate del 2011 ho deciso di dedicarmi ai concorsi letterari, investendo tutte le mie energie e risorse mentali.

Recentemente, nel dicembre 2011, ho avuto l'onore della mia prima premiazione con la pubblicazione dell'antologia "Di Tanta Rabbia" (PhotoCity Edizioni), organizzata dall'associazione Libri in Circolo.

https://www.facebook.com/pages/Zarathustra/114317605262684

Buona Lettura a tutti!

Alessio






Afa domestica



L'afa martella la stanza, vecchi computer in menopausa
aspettano un last minute per Ibiza. Vogliono le vacanze!
Pile di carta in disordine invecchiano senza rughe,
Sweet Home Alabama rallegra l'inferno domestico.

La casa è una fontana di polvere narcotizzata.
Eserciti di formiche si contendono il salone:
vinceranno le Rosse, armate di ideologia.

Le formiche nere stavolta saranno sconfitte!
Ogni giorno uguale al passato,
noia alternata a ghiaccio sintetico.
Quante domeniche ancora prima della Rivoluzione?

La mia pelle rimane uguale nel tempo,
ho quasi paura del futuro che ci fotterà le spalle.
Ci dirà di consegnare il bottino, sennò le nostre budella
diventeranno pasto caldo per cani abbandonati.

Intanto incendio ogni mio libro,
per spegnere la mia sete di conoscenza.
Rivolgerò alla natura devastata
il mio sguardo di vampiro diurno.


Zarathustra




Con questa poesia sono stato premiato nell'antologia "Di Tanta Rabbia"