venerdì 17 febbraio 2012

insonnia


Dormire aspettando il sonno
costringere le pupille
ad altalenare la fronte.

In cerca di luce,
neanche un respiro.
Timore di cecità
ti masturbi il respiro

Forse l'intelletto ha partorito
la sua metafora finale?
Morirai? Sotto quale bandiera?

Se i tuoi stracci ne avevano una,
miserabile soldato invecchiato.


Zarathustra

martedì 7 febbraio 2012

Omertà





Spargeva



  aracnofobie

rimanendo

asciutta.





Tentennava

incredula.


Asettica,

mastichi

omertà.





Zarathustra







martedì 31 gennaio 2012

Girotondo autodidatta



Affollano di occhi
la notte, miserando
gli sguardi incalliti.
Tuoni senza rabbia.

Pioggia ancestrale.
Girotondo autodidatta.

Zarathustra 






domenica 29 gennaio 2012

Vigore Mattutino


Come marmo staziona
tra le tue gambe ferrose.
Un obelisco di carne!
Imperiosa costruzione
sulla distruzione del tempo.

Eserciti senza fede chini
per umiltà e istinto d'obbedienza.
Non tramonterai la notte
tra sospiri lunghi e sommessi!

Sfiderai le molle del materasso,
costringendole a un'inutile
quanto necessaria resa finale.

Così senza troppe ambizioni
aspetti il prossimo tiranno.
La rabbia di un popolo ti getterà via,
prostituendo il tuo corpo sull’asfalto.


Freme la macchia grigia,
sanpietrini bollenti misti a sangue.
Oppure con gusto intenso
succhierai l'atomo infuocato,
il tuo eremo invisibile?

Come un vulcano di consensi
deragli in una colata senza controllo.

Zarathustra


giovedì 26 gennaio 2012

Follia



Con questa poesia sono stato selezionato per l'antologia
La Follia curata dal Collettivo Poesiaèrivoluzione.





Follia, ti vedo ubriaca su asfalti ipodermici.
Sei alla terza bottiglia, non perdi mai il vizio!
È solamente acqua, o un ennesimo tentativo
di ridurre il silenzio in un rutto filosofico?

La notte stende silenziosa il suo manto erboso:
nel parco abbandonato detergi di Vodka
le tue ferite mai guarite. Vecchi lampioni protettivi
gettano luce sulle tue occhiaie, così acerbe così puerili.

Follia, quando scendi leggera nell'esofago
ti sento libera: scivoli via, come acqua benedetta.
Sperma infinito, una scartavetrata nel mio stomaco!
Dimmi ora: cosa vuoldire fuggire e poi ritornare?

Ho dimenticato le valigie, lastre abitudinarie
che generano solitudine in un limbo affannato e creativo.
É rimasto solamente una goccia, l'ultima prova
che esiste ancora un sorso per poter cambiare.

Non hai un nome, nessuna bandiera o simbolo
potranno ideologizzare di etichette il tuo cuore.
Respiri sudore, carne in mutamento: nell'alcool
affondi il cervello per dare linfa vitale ai tuoi neuroni addestrati.

Senza rincorsa sei solamente nebbia appassita.
Ti vedo esplodere, ogni volta risorgi senza veleni.
Ti amo. Sei un urlo che eslpode in gola. Bagnami!


Zarathustra










venerdì 6 gennaio 2012

In Memoria di Syd Barrett


‎"Cos'è veramente un sogno 
e cosa uno scherzo?" 


Syd Barrett









Masticava le foglie, abituato
al soffio della granata sul volto.
Polvere e cenere, acidi per digerire.

Desertica la notte si affaccia sul mio intestino!
Tempeste di ormoni, viaggia la mente.
Scivolo leggero sull'asfalto, mi fondo
col manto grigio. Un'unica colata.

Inseguo fantasmi perché lo specchio
ha smesso di funzionare. Orrore.
A cavallo sui miei lamenti. Occhiaie
scolpite dal dubbio malato.

Mi sono sciolto, 
come non fanno i diamanti.
Non basta lo splendore, 
né la gloria di un nome. 
Niente, nulla!

Solo pensieri, ricordi e oltraggi
tra la mente interstellare.
Continua a splendere pazzo diamante.


Zarathustra






L'attimo prima della morte



Divorare l'ansia col sonno dell'inverno,
tappezzarla di polvere. Non dormo.
La sgrullo senza necessità di pulizie.
Assediata, l'anima si rifugia nel limbo.

Quante volte davanti a quel dirupo?
Mendicante, senza un volto,
cerchi un nome credibile
sull'elenco del telefono.

Non sai che sta per finire.
I calzoni nervosi si agitano.
 È venuta la tua ora.

Zarathustra